Alta sensibilità, Libri

Un romanzo per giovani altamente sensibili: Un’estate con la strega dell’ovest


di Teresa Comelli

Un romanzo per giovani altamente sensibili

Questo romanzo è un vero tesoro. Raccoglie nelle sue pagine moltissimi dettagli che descrivono il tratto dell’Alta sensibilità e che possono diventare spunto per un approfondimento, sia su alcune caratteristiche proprie di questo tratto, sia sulle attenzioni che noi adulti possiamo avere nell’accompagnare giovani PAS.

La protagonista Mai rivela le peculiarità proprie di un’adolescente altamente sensibile introversa.

È molto interessante il tema centrale del racconto che vede la ragazzina ritrovare uno stato di benessere nel trasferirsi a vivere in campagna, immersa nel tempo lento e naturale della terra e dei suoi cicli; aspetto, questo, molto caro all’Alta sensibilità.

Nelle note a fine libro l’autrice si interroga così:

“è mai esistita in passato un’epoca in cui era così complicato vivere in modo semplice, spontaneo, sincero?”

Modalità di decompressione

A colpirmi in un primo momento è stata la descrizione dei tentativi inconsci di Mai di far fronte alla sovrastimolazione, che qui non è data solo dalla realtà fisica, ma anche (e soprattutto) dai moti interiori.

Ecco che allora, trasferendosi a casa della nonna, Mai sceglie di portare con sé la sua tazza preferita: “…secondo Mai, grazie a quella tazza che usava tutti i giorni, intorno a lei si sarebbe ricreata il “suo spazio” e sarebbe riuscita a scongiurare la nostalgia che le sarebbe sicuramente venuta”. Nostalgia descritta come una forza dirompente, struggente, che le attanagliava il cuore, e alla quale tante volte non riusciva a trovare una spiegazione logica. Sicuramente la sopraffaceva e la tazza era uno strumento per contenerla. O l’infuso che, bevendolo, Mai sapeva “sarebbe stato sempre suo alleato. Poteva sentirne la volontà di consolarla, tranquillizzarla, incoraggiarla”.

Questo è un libro che consiglierei assolutamente a ragazzi e ragazze PAS come lettura in cui rispecchiarsi, dove poter vedere descritto e normalizzato il loro vissuto di tutti i giorni e magari intuirne anche le risorse.

Ad esempio, Mai vive emozioni all’apparenza lontane e in contrasto, come la felicità e l’ansia, quest’ultima condizione quotidiana per tutti ma, ahimé, socialmente spesso non condivisa e nascosta. È utile quindi ritrovarla in un libro, specialmente per un adolescente immerso in un contesto culturale dove l’apparenza conta moltissimo.

Ma è importante da leggere anche per noi adulti, sia come strumento attraverso il quale rivalutare pezzi della nostra adolescenza, alla luce del tratto di personalità che ora stiamo imparando a conoscere, sia per comprendere cosa è vivo nei nostri ragazzi (in particolare PAS) e quali sono i rischi che possiamo scongiurare, mettendoci consapevolezza.

Puoi leggere tutto il resto dell’articolo di Teresa qui

A fine libro ho letto con tenerezza questa domanda di Kaho Nashiki, l’autrice: “Venticinque anni fa guardavo a questo libro con preoccupazione, chiedendomi per chi potesse avere un valore”.

Ecco, spero con questo mio scritto di averle in parte risposto.

“Non abbiamo una voce forte, ma possiamo comunque trasmettere il nostro messaggio, parlando tra noi a bassa voce”.

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